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Introduzione all’hashish ed alla marijuana  e diversificazione ideografica delle varie tipologie di materiali contenenti Thc

 

(Lo scopo di questo saggio è quello di fornire un’interpretazione più attinente possibile al reale e più lontana possibile da ogni preconcetto dei derivati della canapa e delle metodologie di fruizione di questi; rappresenta un’introduzione, logicamente non esaustiva, all’argomento e non ha alcun intento nomotetico)

 

Tutto parte dal tetraidrocannabinolo, il principio attivo che sciogliendosi nei grassi (sostanza liofila, a differenza ad esempio della cocaina, un alcaloide, che si scioglie nei tessuti acquosi, come il sangue) ed interagendo con il sistema nervoso da luogo agli effetti tipici della canapa.

 

Questo principio attivo è ospitato naturalmente nelle foglie e nelle infiorescenze della marijuana, da cui si ricavano principalmente (le eccezioni sono molte, la trattazione di queste è reperibile nelle nostre pagine web riguardanti la classificazione sistematica) tre tipi di prodotti diversi tra di loro: erba, fumo, cioccolato.

 

Nonostante il principio attivo di questi tre prodotti sia il medesimo è molto utile classificarli separatamente: presentandosi diversamente a livello organolettico, avendo procedure e elaborazioni diverse tra loro, come effetti e tipologica stereotipata di fumatore abituale diversi.

 

1-      Precisiamo cosa sono:

 

Erba- Foglie e cime della pianta femmina essiccate.

Fumo (nell’accezione non invasiva)- Ricavato della resina della pianta.

Cioccolato- Miscela di fumi base (ad esempio marocchino) liquami, porcherie, additivi.

 

2-      Aspetto:

 

Erba- Appunto le cime e le foglie essiccate della pianta  più o meno pressate, a parità di volume sensibilmente più leggera di fumo e ciocco.

Fumo- Panette compatte dal peso variabile in genere dall’etto ai 2 etti e mezzo. Di colore variabile a seconda della qualità( tra le principali: Polline, tendente al giallastro; Marocchino, marroncino più o meno scuro; Nero, marrone molto scuro-nero; Nepalese nero, con riflessi che possono tendere leggermente al grigiastro oltre che al marrone…). La consistenza va dal quasi solido, al farinoso-polverone, al gommoso molto appiccicoso anche in relazione alla freschezza.

Ciccolato- Panette generalmente più voluminose (250 grammi). Materiale scuro e duro… nel caso sia molto fresco, più morbido, verdognolo va classificato tra i fumi e non come ciocco.

 

3-      Preparazione ed usi più appropriati:

 

Erba- Si tritura in piccole parti senza uso dell’accendino. Si fuma in canne (generalmente da 0,4-1 gr, cercando di mettere il tabacco sufficiente solo per far bruciare l’erba) con il filtro di tabacco, perché con quello di cartone gratta troppo alla gola, oppure con una pipa ad acqua, cibanga o bonghetto.

Fumo- Si sbriciola (o nel caso sia Nero o simili si può fare un filetto) riscaldandolo con l’accendino se è troppo duro per farlo direttamente con i polpastrelli, stando attenti a non bruciarlo, perché la fiamma carbonizza l’olio, con conseguenti vaporizzazioni e perdite di principio attivo . Si mescola con il tabacco e fuma in canne (generalmente da 0,3-0,7 gr con 3\4 di sigaretta) con qualsiasi filtro, costruzioni, tubi.

Cioccolato- Si squaglia prolungatamente con l’accendino e si impasta direttamente nel tabacco senza prima sbriciolarlo. Si fuma in canne (0,5-1gr, usando tutta la sigaretta) con filtro di cartone o costruzioni.   

 

4-      Effetti:

 

Erba- Sensazione di benessere, fluidità di parola, disponibilità al dialogo, rilassatezza, percezione dello spazio e del tempo dilatata, maggiore empatia, pensiero più dinamico più libero, tendenza al riso ed a percepire il mondo come più simile ad un cartone animato, soprattutto visivamente (i colori sono più accesi, i contorni più marcati, i particolari meno in evidenza rispetto alla campitura cromatica), lievissime allucinazioni visive (tipici i micropallini colorati nel campo visivo periferico), effetto antiemetico limitato rispetto al fumo, possibili piccoli cortocircuiti della memoria a breve termine. 

Fumo- Il fumo ha un effetto prima di tutto intelligente, chi fuma abitualmente ha uno sguardo più intelligente anche se più spento, delle movenze (soprattutto un incedere) più intelligenti, più affascinanti anche (naturalmente  questa è solo un’apparenza, spesso disattesa).  Il cervello funziona più velocemente, si riesce a focalizzare l’attenzione su qualcosa in maniera molto più profonda, ma è più difficile controllare il flusso di pensiero e quindi l’attenzione, anche se molto più selettiva, è meno orientabile. Si riescono a trovare soluzioni originali con maggiore facilità grazie ad un processo di rielaborazione eccitato e molto più fluido. Tutto ciò che abbiamo assimilato meccanicamente dall’esterno può ora essere accomodato ed integrato rispetto alle strutture organizzative preesistenti, c’è una tendenza (riscontrabile anche nell’erba) ad avere una mentalità più aperta ed un approccio meno aggressivo verso il diverso.

Le percezioni sono acuite, le prestazioni (sempre se non s’è troppo gonfi e se non si mischia con l’alcol) che richiedono concentrazione vengono ottimizzate. Inoltre tutti gli effetti dell’erba (come per l’erba vale la stessa cosa rispetto al fumo) ma meno accentuati  

Cioccolato-  Meno, comunque anche questo ha un effetto rilassante, ma in maniera diametralmente opposta, negli altri casi l’effetto è stimolante, l’effetto del cioccolato è invece stupido, tranquillizza perché spenge, tende a disarticolare il pensiero: le persone sotto cioccolato hanno tipi di conversazioni diverse (rispetto a quelle che hanno sotto fumo), più frammentarie, monosillabiche, meno brillanti ed originali. Il fumo tende a far esplorare zone cognitive solitamente in disparte, il cioccolato tende a far deviare la conversazione su binari già conosciuti, magari divertenti, ma zeppi di riproposizioni di script comunicativi condivisi ed ipersfruttati, diminuisce la comprensione e quindi l’empatia, può aumentare l’aggressività.

Per voler essere un po’cretini e dirla alla Morrison, il fumo apre le porte della mente (o della percezione che dir si voglia), il cioccolato le chiude, sconvolge magari anche di più, ma facendo solo un gran disordine.

 

5-      Brevissima applicazione ad un paio di casistichette pratiche degli effetti

 

Dovendo andare a dare un esame, premettendo che presentandosi gonfissimi la presentazione avrebbe comunque un handicap, se si fuma erba (in quantità modiche) c’è sì il rischio improbabile di ridere in faccia al professore o andare fuori tema, ma, come per il fumo, c’è un discorso più fluido, maggiore capacità di fare collegamenti, più tranquillità e rilassatezza. Con il cioccolato c’è invece un tasso di deficienza maggiore, probabilmente l’esame ne risentirebbe.

Dopo un esame andato bene (come d’altra parte dopo aver conosciuto un tipa, o tipo, stimolante ed esserci andato) fumare ciocco diminuisce la capacità di provare soddisfazione per il risultato, erba e fumo possono invece aiutare a metabolizzare e vivere l’esperienza in maniera più completa, più sentita, più profonda

 

Molti credono che il cioccolato sia un fumo di infima qualità, avendo a disposizione qualcosa di migliore sarebbe quindi logico scartarlo. Ma non è così, c’è infatti chi preferisce il ciocco al fumo, perché il fumo non stona in quel modo particolare.

 

Noi siamo tendenzialmente contrari all’uso del cioccolato, ma ci fa piacere che altri possano dire liberamente che gli piace proprio, fottendosene dei pregiudizi e di certi tipi di snobbismo tutt’altro che infrequenti tra i fumatori...

 

 

 

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